- La Raccolta differenziata
è
il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali a nostro
vantaggio, ma soprattutto a vantaggio delle generazioni future: riciclare i
rifiuti contribuisce a conservare un ambiente "naturalmente" più
ricco. Ma soprattutto non ha svantaggi, se non qualcuno relativo alla comodità
per l’utente. Bisogna, peraltro, aggiungere che la raccolta
differenziata comporta sicuramente costi iniziali di investimento legati alle
forniture (più raccoglitori specifici) e di personale (maggiori passaggi di
raccolta delle varie frazioni di rifiuti raccolti in modo differenziato), ma
consente anche risparmi sui costi di smaltimento; infatti ogni frazione
raccolta in modo differenziato per il suo recupero e/o riciclaggio ha costi
inferiori a quelli dello smaltimento in discarica o in inceneritore;
Sarebbe
auspicabile anche un passaggio dalla tassa alla tariffa che renderebbe
ulteriormente vantaggiosa la raccolta differenziata; oggi, infatti, il
cittadino paga una tassa rifiuti calcolata sui mq del proprio appartamento, se
invece pagasse una tariffa sul quantitativo esatto di rifiuti prodotti è
evidente che a un maggior riciclo da parte del cittadino corrisponderebbe una
minore spesa per lo stesso, senza considerare che per i Comuni ci sono anche
degli incentivi a riguardo.
Affinchè si
riesca in tutto ciò è necessario che noi cittadini per primi capiamo quanto sia
importante una rivoluzione in tal senso e che si faccia informazione in merito,
soprattutto tra le fasce di età più giovani ( scuole e università).
In conclusione basti
pensare che tutti i paesi più avanzati considerano la raccolta differenziata
un indicatore di qualità che definisce l’efficienza e la modernità delle
amministrazioni e della gestione dei rifiuti di un territorio e allora sulla
questione raccolta differenziata Perchè NO??
- ALT-C.Adotta La Tua Città.
È questo il nome dell'iniziativa presentata da Simone Cusimano e Luca Cammarata, all'amministrazioneo comunale di Caltanissetta,tramite un documento,sottoscritto anche dalle associazioni "Liberi Di...Fare Città",A.N.I.R. e dal Circolo cittadino di G.F./FLI "Falcone-Borsellino", che propone l'adozione di alcune aree di proprietà del Comune, nel tentativo di coinvolgere la cittadinanza nella gestione attiva del verde e degli spazi pubblici, e peraltro di evitare il degrado urbano.
Una inziativa finalizzata a promuovere l’adozione di tali aree a titolo gratuito, da parte di singoli o gruppi di cittadini, imprese, associazioni,circoli, scuole,parrocchie, favorendo così l'aggregazione sociale,e al contempo la conoscenza del territorio, ma ,in primis, avvalorando il concetto di bene comune.
Nel dettaglio il documento propone di affidare ai vari soggetti la manutenzione, la gestione e la cura di luoghi sistemati a verde, o semplicemente di alberi, siepi, vasi e aiuole, nonché la realizzazione ex novo di altre aree anche attraverso la collocazione di elementi di arredo urbano (piante, fioriere, panchine, fontanelle, e perfino busti commemorativi di personaggi nisseni di riconosciuta fama).
Inoltre, si suggerisce ,di consentire agli altri enti pubblici del capoluogo,mediante apposita convenzione, di mettere a disposizione del Comune ulteriori aree di proprietà pubblica,comprese le strutture sportive.
Gli adottanti dovranno,ovviamente,attenersi al rispetto di un programma di manutenzione minimo, redatto precedentemente dall’Ufficio Tecnico, al quale potranno comunque essere apportate modifiche a seconda delle singole necessità.
L’adozione si realizzerebbe attraverso la stipula di una convenzione fra il soggetto adottante e il Comune. La durata può variare da un minimo di dodici mesi a un massimo di cinque anni, fermo restando che l’autorizzazione può essere rinnovata, sospesa e revocata, in casi specifici previsti dal regolamento.
All’Amministrazione comunale sarebbe riservata, inoltre, la possibilità di promuovere iniziative, riunioni, corsi di aggiornamento o preparazione, rivolti ai soggetti coinvolti. Si propone ,inoltre, che L’adottante possa , con apposita autorizzazione, esporre nella propria area una targa dove specificare che se ne sta prendendo cura.
- Rilanciare il Centro Storico
Rilanciare il Centro Storico, questa la parola
d’ordine che campeggia spesso sui giornali, di cui molti parlano, dai
commercianti alle associazioni ai partiti, questo un leitmotiv della nostra
associazione che ci spinge a cercare soluzioni in merito.
Riteniamo che non si debbano creare nuove associazioni di commercianti e imprenditori, o ancora nuovi consorzi o altre forme di associazionismo. Forme organizzative di questo tipo ce ne sono già tante, forse troppe e non ci pare abbiano portato grossi risultati.
Riteniamo che non si debbano creare nuove associazioni di commercianti e imprenditori, o ancora nuovi consorzi o altre forme di associazionismo. Forme organizzative di questo tipo ce ne sono già tante, forse troppe e non ci pare abbiano portato grossi risultati.
La nostra idea è che
il Centro Commerciale Naturale sia già esistente: i negozi rimangono gli
stessi, non ci sono stravolgimenti di ruoli, non viene eliminata ma valorizzata
la sana concorrenza commerciale – elemento fondamentale per tenere vivo il
commercio – non vengono costruite gallerie commerciali.
Il primo passo importante è proprio riconoscere ciò.
La novità sta nel come i commercianti e gli imprenditori di una strada, di una zona urbana, di un quartiere, dell’intera città si organizzano per creare una nuova atmosfera che renda attrattiva la nostra cittadina.
Noi sosteniamo da sempre che in questa ottica molto debbano fare i commercianti e i cittadini e il Comune e l’ente pubblico in genere devono solo supportare le idee rendendole realizzabili con quanto di loro competenza (autorizzazioni, ordine pubblico ecc….).
Il primo passo importante è proprio riconoscere ciò.
La novità sta nel come i commercianti e gli imprenditori di una strada, di una zona urbana, di un quartiere, dell’intera città si organizzano per creare una nuova atmosfera che renda attrattiva la nostra cittadina.
Noi sosteniamo da sempre che in questa ottica molto debbano fare i commercianti e i cittadini e il Comune e l’ente pubblico in genere devono solo supportare le idee rendendole realizzabili con quanto di loro competenza (autorizzazioni, ordine pubblico ecc….).
Si tratta di una nuova
mentalità che gli addetti ai lavori devono assumere per considerare l’insieme
dei loro negozi come delle vere e proprie gallerie commerciali a cielo
aperto. Importanti vie commerciali, centri storici e reti di negozi di vicinato
in cui i commercianti si uniscono per valorizzare le loro attività, offrire
servizi migliori e contenere i costi di promozione e marketing, mettendo
in primo piano la qualità del rapporto con il cliente.
E’ in questo modo che sarà possibile comportarsi nei fatti come Centro Commerciale Naturale, adottando anche strategie di vendita sperimentate con successo all’interno dei centri commerciali ipermercati. Ci riferiamo alle campagne marketing, alla fidelizzazione del cliente tramite coupon, fidelity card per la raccolta punti, promozioni. Occorre anche saper collocare il proprio negozio tra l’essere vivo e presente offline e l’essere attivo online per rapportarsi meglio alle esigenze di un cliente più evoluto ed informato.
Al Comune spetterebbe operare per la qualificazione urbana e ambientale della città ( alcuni esempi : creare un servizio di busnavetta con tariffe agevolate, wi-fi libero, parcheggio gratuito per i residenti e i commercianti, aree verdi attrezzate) in sinergia però con i soggetti attivi, operatori commerciali, imprenditori, professionisti, cittadini che nella città vivono e lavorano. E’ un ruolo difficile che deve essere esercitato attraverso scelte condivise, è un ruolo che deve procedere con intelligenza per far marciare insieme opportunità innovative per le piccole e medie imprese di accedere al mercato in ambito cittadino in modo concorrenziale ai centri commerciali, che non demonizziamo ma che anzi riteniamo debbano essere presi ad esempio.
Contestualmente occorre lasciare spazio e non essere di ostacolo all’iniziativa dei singoli.
E’ in questo modo che sarà possibile comportarsi nei fatti come Centro Commerciale Naturale, adottando anche strategie di vendita sperimentate con successo all’interno dei centri commerciali ipermercati. Ci riferiamo alle campagne marketing, alla fidelizzazione del cliente tramite coupon, fidelity card per la raccolta punti, promozioni. Occorre anche saper collocare il proprio negozio tra l’essere vivo e presente offline e l’essere attivo online per rapportarsi meglio alle esigenze di un cliente più evoluto ed informato.
Al Comune spetterebbe operare per la qualificazione urbana e ambientale della città ( alcuni esempi : creare un servizio di busnavetta con tariffe agevolate, wi-fi libero, parcheggio gratuito per i residenti e i commercianti, aree verdi attrezzate) in sinergia però con i soggetti attivi, operatori commerciali, imprenditori, professionisti, cittadini che nella città vivono e lavorano. E’ un ruolo difficile che deve essere esercitato attraverso scelte condivise, è un ruolo che deve procedere con intelligenza per far marciare insieme opportunità innovative per le piccole e medie imprese di accedere al mercato in ambito cittadino in modo concorrenziale ai centri commerciali, che non demonizziamo ma che anzi riteniamo debbano essere presi ad esempio.
Contestualmente occorre lasciare spazio e non essere di ostacolo all’iniziativa dei singoli.
E’ di fatto l’unico
percorso per adottare una visione complessiva strategica che consenta al negozio
che fino ad oggi ha subito l’invadenza degli ipermercati di ricollocarsi sul
mercato in modo competitivo.
Per far ciò è
necessario, però, che le associazioni, i movimenti e i cittadini in genere
facciano la loro parte unendosi per il raggiungimento di un obiettivo dal quale
tutti potrebbero trarne beneficio, tutti nessuno escluso, dal cittadino, al
negoziante, allo studente, al migrante, al turista.
- CALTANISSETTA SMART CITY
Al termine dell’ultima riunione, siamo
andati a letto con un sogno, Caltanissetta Smart City.
Come molti sapranno, una città è SMART
se è INTELLIGENTE, come riportato su wikipedia è “un ambiente urbano in grado
di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini.
La città intelligente riesce a conciliare e soddisfare le esigenze dei
cittadini, delle imprese e delle istituzioni, grazie anche all'impiego diffuso
e innovativo delle TIC (tecnologie
di informazione e comunicazione), in particolare nei campi della comunicazione,
della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica”.
Abbiamo voluto prendere spunto dall’Osservatorio
Between, impegnato da anni nel monitoraggio della diffusione dei servizi
digitali in Italia, che ha pubblicato un report sulle città più smart del
Belpaese
Dal report sono emerse alcune considerazioni di carattere generale utili
sia agli amministratori locali che agli innovatori di tutta Italia per sapere
meglio dove e come investire.
Il nostro obiettivo
nell’analizzare la ricerca dell’Osservatorio Between non era finalizzato
a stilare una classifica di merito, bensì a stabilire un optimum a
cui la nostra realtà locale deve tendere e ad individuare alcune best
practice da proporre e attivare anche nella nostra città, di seguito
riportiamo alcuni punti focali sui quali abbiamo iniziato a confrontarci:
- I servizi di mobilità: molte
delle città più virtuose, per esempio, offrono la possibilità di comprare
abbonamenti o biglietti on-line, la digitalizzazione di orari e percorsi, i
servizi informativi all’utenza in mobilità (paline intelligenti, web, sms,
App).
- Nel settore della sanità lo
standard è la prenotazione di visite specialistiche e non, il pagamento di
ticket e il ritiro dei referti tutto via web. In merito abbiamo già avviato un
percorso di collaborazione con alcuni esperti per redigere un progetto da
presentare agli organi competenti che andrebbe a migliorare l’efficienza del
servizio in favore dei cittadini.
- Pratiche di e-government: sono
da considerarsi come modelli da seguire i servizi online comunali di anagrafe,
cambio di residenza, fiscalità e la presenza di progetti e portali open data.
Infine per quanto concerne
la mobilità alternativa molte città si sono organizzate per
facilitare l’utilizzo di auto totalmente elettriche, incoraggiando il car
sharing, ma per questo, forse,non siamo ancora pronti.
Ci piacerebbe , insomma una città 2.0, e
questo può non rimanere solo un sogno, ma, con l’impegno di tutti, diventare
una promessa, a tal proposito abbiamo già iniziato a lavorare in questa
direzione (ma ancora molto c’è da fare per studiare nel dettaglio il modus
operandi più concreto) , pronti ad accogliere la collaborazione fattiva di
chiunque creda in questo progetto.
- Intollerabile condizione di Degrado del Redentore
In merito all'annosa questione del Redentore l'associazione "Liberi Di...Fare Città", ha deciso di intervenire,fotografando,nel
vero senso della parola,le condizioni di degrado in cui versa la zona del monumento per segnalarle all'amministrazione.
Abbiamo scelto questo periodo - afferma Simone Cusimano - per mettere in evidenza il problema,non perchè non ce ne fossimo accorti prima,ma perchè d'estate il luogo in questione diventa particolarmente frequentato,da giovani soprattutto,ma non solo ,e quindi riteniamo che l'intervento debba essere pressocchè immediato,utilizzando come pretesto l'arrivo della stagione estiva.
Peraltro,crediamo sia opportuno ricordare che in Italia ci sono solo 17 statue rappresentati Gesù Redentore,e il progetto, dell'opera presente nel capoluogo nisseno, è stato affidato a un architetto di grande prestigio che risponde al nome di Ernesto Basile,figlio del Basile che architettò il Teatro Massimo di Palermo.L'importanza artistica della sculutura,dunque,dà maggiore forza alla richiesta, per lo meno di pulizia,che presentiamo.
E' ovvio che la segnalazione sarà rivolta alle istituzioni,ma intendiamo rivolgere un invito al rispetto della propria città anche ai nostri concittadini ,appellandoci al loro senso civico che deve stare alla base del desiderato e tanto proclamato miglioramento di Caltanissetta.





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