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martedì 28 maggio 2013

Elezioni 2013: Tra l’indifferenza degli elettori è avanti il PD, crolla il M5S, cala il PDL


Elezioni 2013: Tra l’indifferenza degli elettori è avanti il PD, crolla il M5S, cala il PDL

All’ indomani delle elezioni amministrative si delinea un quadro desolante per l’alto tasso di astensionismo che ha investito i risultati elettorali, un italiano su due ha preferito non votare, ma qui non si tratta del governo della nazione, bensì del sindaco, della giunta, di chi influisce notevolmente sulla vita quotidiana di tutti i giorni, sugli asili, sulle scuole, sui trasporti , tutti temi con i quali i cittadini si confrontano quotidianamente, temi che rendono la propria città più o meno vivibile. Un astensionismo, che  secondo il viceministro Fassina, “è preoccupante davvero. Il distacco fra politica e cittadini cresce. Senza risposte urgenti alla crisi economica non se ne esce. Pure Grillo è stato punito stavolta”.
Andando ad analizzare il voto invece potremmo dire che Il Pd festeggia e il Movimento 5 Stelle fa autocritica così come il PDL. Il segretario del Pd Guglielmo Epifani,  ha definito l’esito “un risultato che premia la governabilità“, sottolineando che “per il Pdl ora è più difficile minare il governo di Letta”. Il voto, ha aggiunto il leader democratico, “rafforza la volontà del Pd di dare agli italiani un governo di servizio ed è un risultato che dà respiro al partito e ci fa andare al congresso più sereni”, “mentre i Cinque Stelle - continua il neosegretario -  pagano il no a quella scelta di cambiamento che hanno rifiutato”.
Fabrizio Cicchitto (PDL),  delinea la necessità di un partito sotto la “leadership carismatica” di Berlusconi a livello nazionale, ma di un partito “vero”, con congressi e dibattito interno, a livello locale. “Berlusconi deve essere sostenuto da un partito democratico e strutturato. Ciò a maggior ragione se viene ridotto, spero non totalmente abolito, il finanziamento pubblico. Infatti, siccome il finanziamento privato con l’aria che tira sarà molto limitato, bisognerà tesserare sostenitori e simpatizzanti e fare i congressi regionali e locali. In caso diverso le elezioni amministrative in alcune regioni saranno sempre un calvario”.
Questi i risultati nelle città più importanti:
Nella Capitale è in testa Marino con il 42,6% dei voti contro il 30,27% del sindaco uscente Alemanno. Ballottaggio tra i due, il 9 e 10 giugno. Il candidato del M5s Marcello De Vito, invece raccoglie soltanto il 12,43%, mentre l’imprenditore Alfio Marchini, candidato indipendente ma sostenuto anche dai centristi, ha ottenuto il 9,48%. Interessante il dato di Treviso, dove il leghista Giancarlo Gentilini ottiene il 34,9% dei voti contro il 42,5% del candidato del centrosinistra Giovanni Manildo.
A Brescia, testa a testa serrato tra il sindaco uscente del centrodestra Adriano Paroli che ha raggiunto il 38%, contro il 38,06% dello sfidante di centrosinistra Emilio Del Bono, con una differenza tra i due – che andranno al ballottaggio – di appena 50 voti. Al terzo posto il candidato di una serie di liste civiche,Francesco Onori, col 7,43%, e la candidata grillina Laura Gamba al 7,29%.
A Imperia il democratico Carlo Capacci, con il 46,73%, ha avuto la meglio sul pidiellino scajoliano Erminio Annoni (28,81). “E’ un risultato negativo, non c’è dubbio”, ha commentato l’ex ministro Claudio Scajola al Corriere, sostenendo che “non so se il mio impegno ha portato un vantaggio o un danno” e che “la sensazione è che abbia pesato molto la vicenda del porto e il cantiere che è rimasto fermo”. E a Siena, nonostante lo scandalo del Monte dei Paschi, il candidato del Pd Bruno Valentini ha ottenuto il 39,54%, superando quello del centrodestra Eugenio Neri fermo al 23,37%. Terza Laura Vigni, candidata di una coalizione di sinistra, col 10,29%, mentre Michele Pinassi, del M5s, ha avuto l’8,56%. A Pisa invece affermazione al primo turno di Filippeschi candidato del Centro Sinistra.

Simone Cusimano


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