Elezioni 2013: Tra l’indifferenza
degli elettori è avanti il PD, crolla il
M5S, cala il PDL
All’ indomani delle elezioni amministrative si delinea un
quadro desolante per l’alto tasso di astensionismo che ha investito i risultati
elettorali, un italiano su due ha preferito non votare, ma qui non si tratta
del governo della nazione, bensì del sindaco, della giunta, di chi influisce
notevolmente sulla vita quotidiana di tutti i giorni, sugli asili, sulle
scuole, sui trasporti , tutti temi con i quali i cittadini si confrontano
quotidianamente, temi che rendono la propria città più o meno vivibile. Un astensionismo,
che secondo il viceministro Fassina, “è
preoccupante davvero. Il distacco fra politica e cittadini cresce. Senza
risposte urgenti alla crisi economica non se ne esce. Pure Grillo è stato
punito stavolta”.
Andando ad analizzare il voto invece potremmo dire che Il Pd festeggia e il Movimento 5 Stelle fa autocritica
così come il PDL. Il segretario del
Pd Guglielmo Epifani, ha definito l’esito “un risultato che premia
la governabilità“,
sottolineando che “per il Pdl ora
è più difficile minare il governo di Letta”. Il voto, ha aggiunto il
leader democratico, “rafforza la volontà del Pd di dare agli italiani un
governo di servizio ed è un risultato che dà respiro al partito e ci fa andare
al congresso più sereni”, “mentre i Cinque Stelle - continua il neosegretario -
pagano il no a quella scelta di
cambiamento che hanno rifiutato”.
Fabrizio Cicchitto
(PDL), delinea la necessità di un
partito sotto la “leadership carismatica” di Berlusconi a livello nazionale, ma di un partito “vero”, con
congressi e dibattito interno, a livello locale. “Berlusconi deve essere sostenuto da un partito democratico e
strutturato. Ciò a maggior ragione se viene ridotto, spero non totalmente
abolito, il finanziamento pubblico. Infatti, siccome il finanziamento privato
con l’aria che tira sarà molto limitato, bisognerà tesserare sostenitori e
simpatizzanti e fare i congressi regionali e locali. In caso diverso le
elezioni amministrative in alcune regioni saranno sempre un calvario”.
Questi i risultati
nelle città più importanti:
Nella Capitale è in testa Marino con il 42,6% dei voti contro
il 30,27% del sindaco uscente Alemanno. Ballottaggio tra i due, il 9 e 10
giugno. Il candidato del M5s Marcello De Vito, invece raccoglie soltanto
il 12,43%, mentre l’imprenditore Alfio Marchini, candidato indipendente ma
sostenuto anche dai centristi, ha ottenuto il 9,48%. Interessante il dato di Treviso,
dove il leghista Giancarlo Gentilini ottiene il 34,9% dei voti contro
il 42,5% del candidato del centrosinistra Giovanni Manildo.
A Brescia, testa a testa serrato tra il sindaco uscente del
centrodestra Adriano Paroli che ha raggiunto il 38%, contro il 38,06%
dello sfidante di centrosinistra Emilio Del Bono, con una differenza tra i
due – che andranno al ballottaggio – di appena 50 voti. Al terzo posto il
candidato di una serie di liste civiche,Francesco Onori, col 7,43%, e la
candidata grillina Laura Gamba al 7,29%.
A Imperia il democratico Carlo Capacci, con il 46,73%, ha avuto
la meglio sul pidiellino scajoliano Erminio Annoni (28,81). “E’ un
risultato negativo, non c’è dubbio”, ha commentato l’ex ministro Claudio
Scajola al Corriere, sostenendo che “non so se il mio impegno ha
portato un vantaggio o un danno” e che “la sensazione è che abbia pesato molto
la vicenda del porto e il cantiere che è rimasto fermo”. E a Siena,
nonostante lo scandalo del Monte dei Paschi, il candidato del Pd Bruno
Valentini ha ottenuto il 39,54%, superando quello del centrodestra Eugenio
Neri fermo al 23,37%. Terza Laura Vigni, candidata di una coalizione
di sinistra, col 10,29%, mentre Michele Pinassi, del M5s, ha avuto l’8,56%.
A Pisa invece affermazione al primo turno di Filippeschi candidato del Centro
Sinistra.
Simone Cusimano

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