E' ,ormai da qualche giorno, on line una petizione di sensibilizzazione di sostegno alla raccolta firme che si sta svolgendo in tutta Italia,riguardo la questione dell'integrazione razziale che passi non solo attraverso le regole etiche e morali,ma anche attraverso una regolamentazione di carattere legale che consenta ai cittadini stranieri nati in Italia di poter godere della cittadinanza italiana e di avere diritto di voto per le elezioni amministrative.
IO MI SENTO ITALIANO il nome di questa petizione creata da Simone Cusimano e sostenuta dall'associazione " Liberi Di...Fare Città",dall' A.N.I.R e dal circolo G.F./FLI "Falcone-Borsellino" di Caltanissetta.Giorgio Gaber cantava “Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono”, elencando pregi e difetti nella nostra nazione.
Napolitano,solo due mesi fa, ha ricordato,durante un incontro con le Chiese Evangeliche,che chi nasce in Italia non è per legge un italiano. In Italia vige lo ius sanguinis, ovvero solo i figli dei cittadini italiani sono per “natura” italiani.
E',dunque, necessaria Una riforma del diritto di cittadinanza che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni.
Per raggiungere questi obiettivi le due proposte di legge di iniziativa popolare debbono raccogliere 50mila firme entro la fine di febbraio 2012.
Da qui,l'idea di una campagna di sensibilizzazione,con la quale informare i cittadini della possibilità di rendere il nostro Paese sempre più evoluto,aperto all'integrazione razziale,nonchè culturale,che vada,come detto sopra, dal riconoscimento dei diritti umani,legislativi a quelli elettorali.
Da qui,l'idea di una campagna di sensibilizzazione,con la quale informare i cittadini della possibilità di rendere il nostro Paese sempre più evoluto,aperto all'integrazione razziale,nonchè culturale,che vada,come detto sopra, dal riconoscimento dei diritti umani,legislativi a quelli elettorali.

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