Nucleare (scheda grigia):
Voterò
SI.Ammetto di non essere informatissimo,ma per timore e perchè credo siano molto più utili e più sicure le energie rinnovabili(fotovoltaico diffuso,eolico ecc...);non vedo perchè rischiare col nucleare.
Con questo quesito referendario, scheda grigia, si chiede l'abolizione una parte del decreto legge ("disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno) che permette la costruzione e l'utilizzo di nuove centrali per l'energia atomica in Italia.
se vince il SI: in Italia non verranno costruite centrali elettriche nucleari.
se vince il NO: rimane valido il permesso di costruire centrali nucleari nel nostro territorio nazionale
Acqua/1 (scheda rossa):
Voterò
NO.
L'abrogazione di questo articolo, scheda rossa, vieterà gli affidamenti di gestione del servizio idrico a società di capitali, concedendo tale gestione ad enti di diritto pubblico con la partecipazione di cittadini e comunità locali.
se vince il SI: il servizio idrico è gestito da enti pubblici.
se vince il NO: la gestione del servizio idrico può essere affidata ad aziende private
Acqua/2 (scheda gialla):
Voterò
SI.
La parte che si vuol modificare con questo referendum, scheda gialla, riguarda il comma che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% senza collegamento a reinvestimenti per il miglioramento del servizio. Significa che le tariffe dell'acqua possono essere aumentate a seguito d’ investimenti.
se vince il SI: le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.
Se vince il NO: le aziende private che gestiscono la fornitura di acqua possono decidere il prezzo ed ottenere profitti garantiti sulla tariffa
Legittimo impedimento (scheda verde chiaro):
Voterò
SI .
Il referendum, scheda verde, chiede la cancellazione totale della legge che permette a premier e ministri di non presentarsi in udienza invocando il legittimo impedimento, ovvero l'impossibilità di presentarsi davanti ai giudici derivante da impegni istituzionali. In origine la norma consentiva al premier e ai ministri di autocertificare il proprio impedimento; dopo la sentenza della Consulta invece l'impedimento deve essere stabilito dal giudice.
se vince il SI: il legittimo impedimento viene cancellato, i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge.
Se vince il NO: il legittimo impedimento rimane invariato, premier e ministri possono invocarlo.